
NETWORK INFORMATIVO SUI COMPORTAMENTI A RISCHIO
progetto Web informativo e divulgativo,
responsabile del progetto prof. Umberto Nizzoli
Cos'è l’orientamento sessuale? Quali le sue origini? Qual è la rilevanza dell’orientamento sessuale nel setting clinico? Che influenza hanno le teorie del terapeuta sull’omosessualità nella relazione con il paziente?
Il testo fa il punto sui più recenti contributi della ricerca scientifica e illustra le specificità dei pazienti gay e lesbiche evidenziando il contributo dello psicoterapeuta nella costruzione di un setting inclusivo. In particolare il lavoro offre una disamina delle forme contemporanee dell’omonegatività e del loro impatto sul benessere psico-sociale dei gay e delle lesbiche.
(in libreria dal 16 Luglio)
di Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta. Collabora con l'università di Bologna, è didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia). Coniuga l'attività clinica con la progettazione e la conduzione di corsi sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rivolti a psicologi, medici, insegnanti ed educatori.
Ancora un giorno dedicato alla lotta alla droga, ma servirà a qualcosa? CONVEGNO INTERNAZIONALE
Venerdì 19 GIUGNO 2009
Sabato 20 GIUGNO 2009
CENTRO CULTURALE S. GAETANO
Via Altinate 71 - Padova
Scarica: il pieghevole e la scheda di iscrizione
“Fratelli, amici, compagni”
La letteratura si sta concentrando sui problemi alcol-correlati stante gli effetti scatenanti di situazioni violente che il consumo di alcol favorisce; i dati epidemiologici lo confermano. Ma da qualche tempo è in larga diffusione il consumo di cocaina, voluttuario o di abuso. La cocaina si combina anche essa con le situazioni in cui si scatena la violenza. I minori che vivono con genitori che hanno problemi di dipendenza da alcol e che allo stesso tempo mettono in atto violenze ed abusi in famiglia sono soggetti ad un rischio di danno evolutivo molto più elevato degli altri minori. La coesistenza di entrambi i problemi in almeno uno dei genitori (sia dipendenza da alcol che la perpetrazione di violenza) è associata ad effetti negativi più elevati. Gli effetti dovuti alla coesistenza delle due diverse problematiche spesso, oltre ad essere accresciuti, sono anche fra loro reciprocamente combinati. Grazie ad alcune ricerche svolte soprattutto nel contesto inglese si sa che il numero di bambini che vivono con almeno un genitore con problemi di alcolismo è stimato in UK tra 800.000 e 2.5 milioni. In Italia EUROCARE & COFACE, 1998 stima tra i 602.000 e 1.032.000 i casi di figli di alcolisti. Se ad essi si aggiungono i figli dei tossicodipendenti si arriva a 750.000 – 1.200.000.
Ci si è detto altre volte che il consumo di sostanze stupefacenti ha dimensioni vastissime e non più solo “tradizionali”: col diffondersi di “nuovi stili di vita” tra i giovani e tra gli adulti per nulla disagiati si è rilevato che in certi luoghi o momenti, il consumo è esibito come modo per esserci di più, per recitare la parte del “più in”. Tutti sanno che rifornire costoro è opera delle organizzazioni del crimine. Ma è largamente insufficiente continuare a credere che la questione si riduca alla “caccia allo spacciatore”.
L’offerta di sostanze è molto alta e molto diffusa; si serve di tecniche di vendita sofisticate che servono per abituare all’uso (che dire di quei finti “spumanti” dei regali per bambini piccoli che così imparano a stappare la bottiglia?) ovvero a creare una fidelizzazione del cliente (che dire delle dosi sotto-costo di cocaina? Che dire delle bevande a bassa gradazione alcolica e dal sapore fruttato che occhieggiano a un pubblico appena appena adolescente?). Il mercato delle droghe è diventato un fenomeno merceologico. La droga è una merce fra le altre; prodotta e commercializzata come gli altri beni.
Allora è il caso di piantarla di volere credere che tutti si è contro lo spaccio di droghe; come se fossero tutti buoni contro le mafie dello spaccio.
Aggiornare le politiche sulle dipendenze vuole dire anche questo: imparare a riconoscere che ci sono forze ed organizzazioni che desiderano stimolare il consumo di sostanze.
Occorre avere il coraggio di radicare nei territori, dal basso, la resistenza contro i seduttori del mercato delle droghe. Caro direttore, conto molto su di te.
Umberto Nizzoli
già direttore dipendenze patologiche, RE