NETWORK INFORMATIVO SUI COMPORTAMENTI A RISCHIO

progetto Web informativo e divulgativo,

responsabile del progetto prof. Umberto Nizzoli

venerdì, 03 luglio 2009

testo - Psicoterapia e Omosessualità

Cos'è l’orientamento sessuale? Quali le sue origini? Qual è la rilevanza dell’orientamento sessuale nel setting clinico? Che influenza hanno le teorie del terapeuta sull’omosessualità nella relazione con il paziente?

Il testo fa il punto sui più recenti contributi della ricerca scientifica e illustra le specificità dei pazienti gay e lesbiche evidenziando il contributo dello psicoterapeuta nella costruzione di un setting inclusivo. In particolare il lavoro offre una disamina delle forme contemporanee dell’omonegatività e del loro impatto sul benessere psico-sociale dei gay e delle lesbiche.

(in libreria dal 16 Luglio)

di Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta. Collabora con l'università di Bologna, è didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia). Coniuga l'attività clinica con la progettazione e la conduzione di corsi sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rivolti a psicologi, medici, insegnanti ed educatori.

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categoria: omosessualità, letteratura e testi


martedì, 23 giugno 2009

Droga, come impiegare il 26 giugno?

Ancora un giorno dedicato alla lotta alla droga, ma servirà a qualcosa?
Ci vorrebbe un forte richiamo a non farne uso. Ma qualcuno sentirebbe?
Nonostante la straordinaria quantità di iniziative messe in campo dai servizi, dai Comuni e dalle scuole, i consumi crescono; e tutte le previsioni ci dicono che continueranno a crescere anche nei prossimi anni. Tutti ormai notano che vi è una straordinaria corrispondenza fra i consumi di droghe ed i cosiddetti «nuovi stili di vita» improntati alla smania del successo o all'esaltazione del piacere che pure hanno tanti adepti in tanti strati della popolazione e non certo solo tra gli adolescenti o tra i disagiati. Tutti hanno sotto gli occhi l’incredibile offerta di sostanze che ormai ha le caratteristiche di un moderno supermercato: i grandi sforzi delle forze di polizia ci fanno scoprire centrali dello spaccio, laboratori, depositi di chili e chili e di “roba”. Ma se non ci fosse la domanda, a volte impetuosa di droghe, le strategie di marketing fallirebbero.
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categoria: abuso di sostanze


martedì, 23 giugno 2009

testo - Riconoscere l’abuso ai minori

a cura di U. Nizzoli e R. Barozzi, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Tipolito coop l’Olmo, pp. 94, sip.
 
L’abuso ai minori è il precursore più frequente nelle storie cliniche di abuso – attenzione al ripetersi dei termini – di sostanze e delle condotte di dipendenza. Questo elemento prognostico non è sempre chiaro nella mente dei decisori né, purtroppo, in quella di molti operatori della sanità o della scuola. Per questo è molto utile il doppio manuale che l’Usl di Reggio Emilia, col contributo della Regione Emilia-Romagna e della Provincia, sempre di Reggio, adesso offre a costoro.
Infatti all’interno del Progetto interistituzionale per la Prevenzione e la Cura dell’Abuso ai minori sorto per opera di Nizzoli nell’Usl nei primi giorni del 2000 è apparso fin da subito chiaro che solo un forte e continuo coinvolgimento delle figure che vivono parte del giorno coi bambini e coi ragazzi o che li incontrano nel tessuto della comunità, in un ambulatorio, nel quartiere o nella scuola o nel centro della parrocchia, poteva mettere in contatto i servizi con chi subisce abuso o violenza spesso tra le mura domestiche. Senza una interfaccia vicina, e perciò appetibile, conosciuta e fiduciaria, sarebbero state veramente poche le situazioni rilevabili.
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categoria: letteratura e testi, abuso minorile


sabato, 13 giugno 2009

CONVEGNO INTERNAZIONALE “Fratelli, amici, compagni”

 CONVEGNO INTERNAZIONALE

Venerdì 19 GIUGNO 2009

Sabato 20 GIUGNO 2009

CENTRO CULTURALE S. GAETANO

Via Altinate 71 - Padova

Scarica: il pieghevole e la scheda di iscrizione

“Fratelli, amici, compagni”

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categoria: convegni


sabato, 13 giugno 2009

MANGIARE IL NULLA - Mercoledi 17 Giugno ore 20.30

Comune di Savignano sul Panaro
 
LA CITTA’ SOFFERENTE
Incontri per la cittadinanza
Mercoledi 17 Giugno ore 20.30
 
MANGIARE IL NULLA
Aspetti psicologici e medici dei disturbi del comportamento alimentare
 
Dr Michele Garagnani
medico di famiglia
Il rapporto medico-familgia.
La rete degli operatori’
 
Dr Agostino Giovannini
ricercatore sulle devianze On Line
Fenomeno pro anoressia: l’espressione del disagio nelle società evolute
 
Dr Maurizio Montanari
psicoterapeuta
L’anoressia nella lettura psicoanalitica
 
Dr.ssa Ivana Pernigotto
dietista
Il programma di Riabilitazione Nutrizionale nel trattamento

c/o Saletta della biblioteca, via Doccia 72 - Savignano
tel 059.759915 – 3346050717
iscrivetevi al link dell'evento su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=88957363594&ref=ts
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categoria: convegni, anoressia e bulimia, pro anoressia e pro ana


sabato, 28 marzo 2009

Violenza di studenti

leggendo la cronaca delle violenze di studenti a scuola mi interrogo.
Una delle caratteristiche più evidenti del mondo in cui viviamo sembra essere la violenza.
Si ha violenza quando si scatena l’aggressività contro qualcosa o qualcuno. L’aggressività diffusa è il risultato della competitività permanente: oggi le persone hanno un accumulo di tensioni che possono diventare distruttive per se stessi e per gli altri. Ci sono meno regole e più opportunità, ogni cosa lascia intendere che l’individuo possa sempre primeggiare non importa con quale mezzo, eventualmente anche tramite la violenza. Il diffondersi delle relazioni aggressive è coerente con quanto detto finora a proposito dell’evoluzione del modello di società in cui viviamo, ma ancora una volta si impone una lettura multipla del fenomeno. In positivo, più gente oggi ha il senso dei propri diritti e della propria autoaffermazione; in negativo, c’è un sacco di violenza, sopraffazione, bullismo.
Il fenomeno della devianza minorile risulta difficilmente quantificabile; spesso non è conosciuto dalle autorità giudiziarie perché le vittime tendono a nascondere quanto a loro successo o a non sporgere denuncia, rendendo in questo modo parziali i dati ufficiali sulla devianza. Nella devianza rientrano comportamenti assai differenziati, dal bullismo ai disturbi della condotta, dall’uso di sostanze alle baby gang.
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categoria: violenza, giovani e giovanissimi


domenica, 22 marzo 2009

Le questioni che poniamo a chi governa

Come si sa negli ultimi anni il consumo di sostanze stupefacenti ha assunto, accanto alle forme più tradizionali, nuovi profili.
Crescono sia il consumo di sostanze attive sulla mente sia la diffusione di “nuovi stili di vita” non solo tra gli adolescenti ma anche tra i giovani adulti, non solo tra le fasce disagiate della popolazione ma anche nella popolazione generale ed in particolare in gruppi che mostrano un buon adattamento sociale. Chi non consuma a volte non riesce a riconoscere chi consuma e può arrivare a credere che tra quelli che lui frequenta non ci sia nessuno che consumi. Chi consuma, spesso, funziona come gli altri. Solo in caso di incidente o di trauma il suo consumare emerge; si sentono allora i vari “chi lo avrebbe mai detto”, “non avrei mai creduto che…”,
Le rappresentazioni degli stili di consumo sono però spesso stereotipate e, in quanto tali, inadeguate a descrivere la complessità e la variabilità degli oramai tanti stili di consumo; spesso si tratta di rappresentazioni obsolete, parziali e fuorvianti. Un esempio per tutti è la rappresentazione del consumatore problematico come di una persona facilmente identificabile e non integrata nella società o l’associazione fra consumo problematico e devianza; questi errori portano all’identificazione di un metodo di intervento unico e indifferenziato per tutti i tipi di consumo.
Il consumo di sostanze ed i comportamenti a rischio ad essi frequentemente associati presentano aspetti disgreganti e invalidanti per l’individuo e per la società ed hanno un profilo complesso. Sono, infatti molto frequenti casi di consumo problematico di sostanze concomitante o precedente o successivo ad altre forme di dipendenza, quali il gioco d’azzardo patologico, i disturbi del comportamento alimentare, la dipendenza da videogiochi, lo shopping compulsivo, la dipendenza dal lavoro. Ciò che accomuna tutte le varie forme di dipendenza, con o senza sostanza, è l’incontenibilità dell’impulso a mettere in atto il comportamento, pur nella consapevolezza dei suoi effetti dannosi, e, talvolta, nonostante tentativi reali ed attivi del soggetto di astenersi.
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categoria: prevenzione, abuso di sostanze


lunedì, 16 marzo 2009

Salvaguardare per primi i bambini anche quando i genitori hanno problemi di alcol

La letteratura si sta concentrando sui problemi alcol-correlati stante gli effetti scatenanti di situazioni violente che il consumo di alcol favorisce; i dati epidemiologici lo confermano. Ma da qualche tempo è in larga diffusione il consumo di cocaina, voluttuario o di abuso. La cocaina si combina anche essa con le situazioni in cui si scatena la violenza. I minori che vivono con genitori che hanno problemi di dipendenza da alcol e che allo stesso tempo mettono in atto violenze ed abusi in famiglia sono soggetti ad un rischio di danno evolutivo molto più elevato degli altri minori. La coesistenza di entrambi i problemi in almeno uno dei genitori (sia dipendenza da alcol che la perpetrazione di violenza) è associata ad effetti negativi più elevati. Gli effetti dovuti alla coesistenza delle due diverse problematiche spesso, oltre ad essere accresciuti, sono anche fra loro reciprocamente combinati. Grazie ad alcune ricerche svolte soprattutto nel contesto inglese si sa che il numero di bambini che vivono con almeno un genitore con problemi di alcolismo è stimato in UK tra 800.000 e 2.5 milioni. In Italia EUROCARE & COFACE, 1998 stima tra i 602.000 e 1.032.000 i casi di figli di alcolisti. Se ad essi si aggiungono i figli dei tossicodipendenti si arriva a 750.000 – 1.200.000.

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categoria: alcol


domenica, 01 febbraio 2009

C'è chi lavora per stimolare il consumo di droghe: è inutile nasconderlo

Ci si è detto altre volte che il consumo di sostanze stupefacenti ha dimensioni vastissime e non più solo “tradizionali”: col diffondersi di “nuovi stili di vita” tra i giovani e tra gli adulti per nulla disagiati si è rilevato che in certi luoghi o momenti, il consumo è esibito come modo per esserci di più, per recitare la parte del “più in”. Tutti sanno che rifornire costoro è opera delle organizzazioni del crimine. Ma è largamente insufficiente continuare a credere che la questione si riduca alla “caccia allo spacciatore”.

L’offerta di sostanze è molto alta e molto diffusa; si serve di tecniche di vendita sofisticate che servono per abituare all’uso (che dire di quei finti “spumanti” dei regali per bambini piccoli che così imparano a stappare la bottiglia?) ovvero a creare una fidelizzazione del cliente (che dire delle dosi sotto-costo di cocaina? Che dire delle bevande a bassa gradazione alcolica e dal sapore fruttato che occhieggiano a un pubblico appena appena adolescente?). Il mercato delle droghe è diventato un fenomeno merceologico. La droga è una merce fra le altre; prodotta e commercializzata come gli altri beni.

Allora è il caso di piantarla di volere credere che tutti si è contro lo spaccio di droghe; come se fossero tutti buoni contro le mafie dello spaccio.

Aggiornare le politiche sulle dipendenze vuole dire anche questo: imparare a riconoscere che ci sono forze ed organizzazioni che desiderano stimolare il consumo di sostanze.

Occorre avere il coraggio di radicare nei territori, dal basso, la resistenza contro i seduttori del mercato delle droghe. Caro direttore, conto molto su di te.

 

Umberto Nizzoli

già direttore dipendenze patologiche, RE

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categoria: droghe, prevenzione